A DIECI ANNI DALLA CATASTROFE DI SARNO, RICORDI E BILANCI

160 persone, dieci anni fa, persero la vita per la frana che distrusse Sarno, Quindici, Bracigliano e Siano. Una catastrofe naturale che ha segnato il territorio e la memoria della gente. Da quella data, il 5 maggio dell’98, tante cose sono state fatte per mettere in sicurezza il territorio ma è anche vero che altri abusi sono stati perpetrati. Se gran parte delle abitazioni in questi quattro comuni è stata rimessa in piedi c’è anche chi ne ha approfittato per altri atti di abusivismo. Così molti cittadini avrebbero approfittato della tragedia per costruirsi case più grandi in zone dove già prima della frana non sarebbe stato possibile edificare. Inoltre, fanno notare i residenti del quartiere di Episcopio, è evidente il problema della manutenzione dei canali. In queste strutture costruite per incanalare l’acqua in caso di pioggia abbondante a causa dell’incuria e della cattiva educazione della gente, sono già presenti rifiuti e erbacce, ma il timore principale è che nel corso degli anni divengano delle vere e proprie discariche abusive. Cosicché se si verificasse una nuova frana, invece di far defluire l’acqua, questi canali, otturati dai rifiuti, renderebbero ancora più disastrose le conseguenze. Per Francesco Russo, presidente dell’ordine dei geologi della Campania, sono numerosi i comuni a rischio nel territorio.

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